Dal parcheggio a un nodo di mobilità
One Mobility Network parte da un’infrastruttura diffusa — autorimesse e parcheggi presidiati — per esplorarne l’evoluzione in hub di servizi. Il parcheggio diventa una base per sharing e noleggio di auto, scooter e biciclette, ricarica e servizi di prossimità, con un’esperienza digitale capace di collegare sedi e operatori diversi. Il concept include anche corner fisici nei nodi, pensati per avvicinare servizi B2C e servizi erogati con partner alla mobilità quotidiana.
Ripensare il modello operativo
La sfida è organizzativa prima ancora che tecnologica. Proprietari delle infrastrutture, gestori, utenti e partner di servizio devono condividere processi, standard e responsabilità. Il lavoro struttura unità operative, attività chiave, canali e relazioni con i clienti, chiarendo come un’attività centrata sulla sosta possa evolvere verso un modello multiservizio.
Il concept collega accesso ai nodi, disponibilità dei mezzi, prenotazione, pagamenti, assistenza e informazioni. Identità, dati e workflow comuni permettono a servizi differenti di convivere senza creare esperienze frammentate. Sensori e automazione delle strutture supportano la gestione fisica, mentre app e piattaforma coordinano la relazione con l’utente.
Validare prima di scalare
Il percorso propone una crescita graduale: riconversione dei nodi, attivazione dei servizi principali, integrazione dei partner e progressiva estensione della rete. Questa modularità consente di verificare domanda, operatività e sostenibilità di ciascun blocco prima di replicarlo su altre sedi.
Il contributo di Project360
Project360 ha portato consulenza tecnologica trasversale, analisi e sviluppo progettuale e documentale. Il contributo mette in relazione business model, journey, requisiti digitali e dipendenze operative, trasformando una visione ampia in moduli valutabili e in un linguaggio comune per operatori e partner.
Il valore trasferibile
Il caso mostra come una rete fisica possa diventare piattaforma senza partire dal software. Definire prima attori, scambi di valore e processi riduce il rischio di costruire funzioni isolate e crea una base più solida per sperimentazioni e partnership.