CASE STUDY / SPERIMENTAZIONE

Smart360: un laboratorio IoT tra edificio e formazione.

Smart360 rende osservabile l’intera catena IoT: componenti fisici, connettività, raccolta dati, interfacce e logiche di automazione diventano un ambiente concreto da progettare, provare e insegnare.

Valigette IoTLAB con sensori, attuatori e unità Raspberry
Smart360Trento · ItaliaSperimentazione e progetto didattico
7 gruppiLaboratorio distribuito
Raspberry + MQTTDal sensore al servizio
Full-stackHardware, API e interfacce
Smart360Organizzazione / progetto
Stato del progettoSperimentazione
Programma o misuraPre-Seed · Regione Lazio / Lazio Innova
TipologiaContributo a fondo perduto
Contributo Pre-Seed€ 20.000

Un laboratorio per capire davvero l’IoT

Molti progetti IoT restano astratti finché hardware, rete e software vengono studiati separatamente. Smart360 nasce per rendere visibile la catena completa: il sensore produce un dato, il dispositivo lo acquisisce, la rete lo trasporta, la piattaforma lo interpreta e una regola può trasformarlo in un’azione. Il progetto ha unito un prototipo per la building automation, una piattaforma full-stack e un ambiente didattico costruito attorno a componenti reali.

La sperimentazione non si è limitata alla rappresentazione di un’idea. Sono stati realizzati prototipi fisici, kit portatili e servizi software con cui osservare input, output, logiche di controllo e interfacce. La tecnologia è diventata quindi qualcosa da montare, programmare, misurare e discutere.

Smart360 Demo: il sistema completo in scala

La demo Smart360 applicava l’IoT alla gestione di un ambiente connesso. Raspberry Pi e Linux dialogavano con sensori analogici e digitali, attuatori e una scheda prototipale custom. Il sistema permetteva di leggere le condizioni ambientali, applicare regole, comandare dispositivi e osservare gli eventi attraverso interfacce remote.

La documentazione registra anche sperimentazioni su interazione vocale offline, computer vision su flussi video e data logging distribuito. Questi elementi non vengono presentati come prodotti autonomi: mostrano la capacità di integrare componenti eterogenei, verificare il comportamento end-to-end e distinguere ciò che è pronto da ciò che richiede ulteriore validazione.

IoTLAB: dalla demo a un ambiente modulare

Project360 ha trasformato la stessa logica in valigette IoTLAB portatili. Ogni postazione riuniva Raspberry Pi, breadboard, sensori, attuatori e componenti elettronici; la piattaforma operava in rete locale su Linux e metteva a disposizione strumenti per lezioni e progetti, versionamento Git, ambiente di sviluppo web, condivisione e un content manager headless utilizzabile tramite API.

Il percorso collegava Python, JavaScript e C al controllo GPIO, allo scambio di messaggi MQTT e alla rappresentazione dei dati in JSON. In questo modo il singolo circuito non restava isolato: diventava un nodo di un sistema in cui elettronica, software, rete e interfaccia dovevano funzionare insieme.

Una sperimentazione costruita con la scuola

La collaborazione con l’ITI Buonarroti-Pozzo di Trento ha portato questa architettura nel laboratorio scolastico. Gli studenti hanno potuto lavorare su componenti reali, osservare il passaggio dal segnale all’interfaccia e costruire progetti di gruppo dentro un ambiente controllato.

La classe è stata organizzata in sette gruppi, ciascuno responsabile di un modulo connesso agli altri tramite MQTT. Regole, input e output, termostato, lettura termoigrometrica, climatizzazione e rilevazione di un evento simulato concorrevano a un unico progetto distribuito. Le valigette rendevano replicabili le postazioni; la rete di laboratorio consentiva a docente e gruppi di seguire contenuti, codice e integrazioni con ruoli distinti.

Il contributo di Project360

Project360 ha curato il concept tecnologico, lo sviluppo full-stack della piattaforma, l’integrazione hardware/software, i prototipi e i kit dimostrativi. Ha inoltre preparato la demo e collaborato con l’istituto per adattare l’ambiente tecnico all’uso laboratoriale. La conduzione didattica è rimasta un lavoro condiviso con la scuola: il contributo Project360 ha riguardato soprattutto l’architettura, gli strumenti e il passaggio dalla tecnologia al banco prova.

Prototipare prima di scalare

Il progetto mostra come una demo ben costruita possa ridurre il rischio di iniziative più ampie. Prima di intervenire su un edificio o su un processo reale, è possibile verificare sensori, protocolli, integrazioni, interfacce e logiche di automazione in un ambiente ripetibile. Lo stesso metodo è utile per proof of concept aziendali, innovation lab e percorsi di formazione tecnica: si separano i moduli, si rendono osservabili i passaggi e si raccolgono evidenze prima di scalare.

Finanza agevolata e sviluppo del progetto

La fase iniziale di Smart360 ha ricevuto €20.000 a fondo perduto attraverso Pre-Seed della Regione Lazio / Lazio Innova. Il sostegno ha accompagnato l’avvio della progettualità tecnologica di Project360; la successiva collaborazione didattica a Trento ha valorizzato piattaforma, prototipi e kit in un nuovo contesto applicativo.

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